La Taverna del Gufo

La Taverna del Gufo si trova all’interno di una villetta di campagna. Stefi e Toio hanno ristrutturato una parte della casa trasformandola in un ristorante con graziose sale dai pavimenti di legno e le pareti di colori diversi. Ogni spazio è stato arredato riutilizzando i vecchi mobili di famiglia come madie, credenze e armadi. In due sale, Stefi e Toio hanno installato due stufe di ceramica di Castellamonte che in inverno offrono un tepore tutto particolare. Attorno al ristorante c’è un giardino chiuso con dehors per chi vuole mangiare all’aria aperta in estate. La cucina è tipicamente casalinga con piatti della tradizione piemontese e del territorio, rivisitati in chiave stagionale e locale. Le materie prime che Stefi e Toio utilizzano in cucina provengono da piccoli produttori dei dintorni o dai Presidi Slow Food e i menu sono dettati dai ritmi delle stagioni. Anche per quanto riguarda la carta dei vini, alla Taverna del Gufo si valorizzano soprattutto le etichette locali, con particolare attenzione alle piccole produzioni di qualità. La Taverna del Gufo è segnalata nella guida delle Osterie di Slow Food.

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Locanda Borgo Antico

La Locanda è ospitata in un fabbricato del borgo storico, ristrutturato nei primi anni Duemila dall’amministrazione comunale con attenzione ai dettagli architettonici originali. È sulla piazza principale del piccolo paese, vicina alla porta del ricetto che risale al XIII secolo. È posto di tappa del Cammino di San Carlo e del Cammino di Oropa. La cucina proposta da Elisa e Stefano è casalinga e tradizionale, basata sugli ingredienti che si trovano in zona e sulla loro stagionalità. Grazie alla memoria storica degli abitanti e la collaborazione con i coltivatori locali, Stefano ed Elisa hanno riscoperto e inserito nel menù la Torta di Patate di Magnano. Per le farine fanno riferimento al Mulino Ottino di Magnano. Il pane e alcuni prodotti da forno sono acquistati al Monastero di Bose mentre il miele arriva direttamente da un apicoltore col laboratorio a meno di 100 metri dalla Locanda. Per la carta dei vini, i titolari si basano sull’offerta dei produttori della Serra mentre le birre sono del Birrificio Un Terzo di Candelo. I piatti invernali sono a base di castagne essiccate, verze, topinambur e rape, tra quelli estivi abbonda l’uso di verdure prodotte negli orti e erbe selvatiche. Alla Locanda è ospitato un bar e un Bed & Breakfast con sei camere per un totale di tredici posti letto suddivisi in una tripla, due matrimoniali con letto a baldacchino e tre camere che possono essere composte a seconda della richiesta del cliente. Ogni camera ha il proprio bagno. La Locanda ospita anche una piccola rivendita di prodotti locali e l’edicola del paese.

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Locanda Galleria Rosazza

La Locanda è stata costruita nel 1898 da Federico Rosazza, filantropo e mecenate biellese, accanto alla galleria che collega le due valli Oropa e Cervo. Si trova a 1500 metri sul versante della Valle Cervo, affacciata su un panorama mozzafiato. L’antica strada ora è percorribile anche in auto, e consente di attraversare il Biellese restando in quota, collegandosi con il Tracciolino e la Panoramica Zegna. La Locanda è sul percorso della Gran Traversata delle Alpi, che si snoda dai monti di Domodossola alle Alpi Liguri, e ospita quindi ogni estate turisti e alpinisti. La Locanda è aperta dalla primavera all’autunno e, nelle giornate di sole, è possibile pranzare o cenare all’aperto immersi nel paesaggio. È raggiungibile a piedi, percorrendo a piedi il sentiero che parte da Oropa o dal Santuario di San Giovanni, oppure in auto, moto e bici utilizzando la strada asfaltata. La cucina è di montagna, con piatti semplici ottenuti trasformando le materie prime acquistate dai produttori locali. Tra le specialità ci sono la polenta concia o con le erbette e le castagne caramellate al vino. La Locanda è un luogo dove la sostenibilità diventa una pratica quotidiana: l’unica fonte di riscaldamento è un camino a legna nella sala da pranzo principale, quindi le camere del piccolo ostello annesso non sono riscaldate.

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Osteria Due Cuori

L'Osteria Due Cuori si trova in piazza Cisterna 11 a Biella Piazzo. Il Piazzo costituisce la zona alta di Biella, ne è la parte medioevale, il cuore originario della città ed è raggiungibile anche con una piccola e romantica funicolare. Lo spirito che da sempre guida L'Osteria Due Cuori è quello della accoglienza, del "sentirsi a casa". Il cibo proposto diventa l'occasione per descrivere la biodiversità del territorio e promuoverne i prodotti. L'incontro filosofico con i principi di Slow Food è stato naturale e per questa ragione facciamo anche parte del progetto della Alleanza dei Cuochi a salvaguardia dei Presidi Slow Food. Tutti i piatti sono cucinati in loco e nel menù sono descritti tutti gli ingredienti (no lieviti chimici, no additivi, no conservanti). La carta dei vini è prettamente piemontese con un occhio di riguardo per i produttori locali. I coperti all'interno del locale sono 30 circa. Il riscaldamento è costituito da una stufa Jotul a legna. In estate si può mangiare all' esterno sotto i portici, i coperti diventano circa 50. Il menù permette di soddisfare sempre le esigenze di un pubblico gluten free, vegetariano e vegano. Prezzo medio vino escluso 35 euro. Gli animali sono i benvenuti. Aperto dal martedì alla domenica dalle 19:30 Il sabato la domenica ed i festivi anche a pranzo dalle ore 12:30 Lunedì giorno di chiusura.  

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Ristorante I 4 Folli

La birroteca con cucina I 4 Folli è aperta dal 2019 in un’area contigua all’anfiteatro dove, ogni cinque anni, si svolge la Passione di Cristo, un’antica rappresentazione sacra di teatro popolare che coinvolge l’intero paese. Il locale è stato realizzato con legno lamellare per ridurne l’impatto ambientale e ha la disponibilità di 120 coperti. A I 4 Folli si bevono birre biellesi in accompagnamento a piatti semplici di cucina biellese e piemontese come la polenta concia. Gli ingredienti sono acquistati in zona: mostarda di mele, tomino di Sordevolo, paletta, verdure di piccoli produttori ma anche farine e formaggi e il caffè torrefatto in provincia di Biella.  

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Ristorante del Museo del Territorio Biellese

Il complesso di San Sebastiano, in stile longobardo bramantesco, fu voluto da Sebastiano Ferrero, figura chiave del Rinascimento biellese che lega questo luogo a Palazzo la Marmora, al Ricetto di Candelo e al palazzo dei Principi di Masserano. Il chiostro e la basilica sono ricchi di affreschi e opere d'arte.  I visitatori potranno approfondire la conoscenza del territorio biellese attraverso la cucina-caffetteria del ristorante, per poi visitare il museo, che intreccia le testimonianze custodite dalla sezione archeologica (fino al Medioevo) con quelle della sezione storico-artistica (dal Rinascimento al Novecento).  La cucina è rivisitata in chiave antropologica da un cuoco fortemente motivato nel riproporre antichi piatti della tradizione delle Prealpi Biellesi, oggi dimenticati. Alcuni esempi: Polente e Cuciarin (pasta fresca) di grani di montagna, Balot di polenta farcita di Macagn (presidio Slow Food) e burro, Tacun dla pulenta, Gnocchi di tomini al verde di aglio selvatico con Burro dell'Alto Elvo (presidio Slow Food), Beddu (formaggio tipico di Sant'Eurosia) con crescione selvatico.

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Terra Anima e Cucina

C’è un filo che attraversa la vita di Patrizia, come una radice sotterranea che passa attraverso le generazioni e ha il volto dei nonni, Tranquilla e Armando, e le imprime nella mente gesti, profumi, competenze, visioni. Dopo una vita dedicata a una professione che l’ha spesso portata in giro per il mondo, Patrizia torna a casa, alla Bossola di Netro. Nella tenuta della “Bosla Vegia”, la cascina dove la sua famiglia, all’inizio degli anni Cinquanta, ha aperto il primo ristoro, si trova l’azienda di Patrizia e Aurelio: un ristoro dove tutto è preparato con materie prime fresche provenienti dall'orto, dai prati e da aziende agricole del territorio. I piatti vengono cotti prediligendo la cottura sulla stufa a legno o la bassa temperatura, gestendo in modo sostenibile l'intera filiera e il rapporto con la clientela, evitando imballaggi in plastica, usando contenitori e bottiglie di vetro, compostando tutti i residui organici e coinvolgendo i suoi ospiti attraverso lo strumento della consapevolezza. “Terra Anima e Cucina” propone un menù degustazione e una carta di piatti tipici della valle Elvo, sia dolci che salati, che variano a seconda della stagionalità e la disponibilità degli ingredienti. Il posto è un ambiente adatto alle famiglie, ai bambini, dove si respira un senso di armonia col paesaggio e i suoi abitanti.

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Trattoria d’Oria

la Famiglia D'Oria, nel mondo della ristorazione dal 1989, dopo un'accurata ristrutturazione di uno storico edificio del quattordicesimo secolo, nel 2008 apre la Trattoria D'Oria davanti alle suggestive mura del Ricetto Medievale di Candelo.
Le salette interne con volte con mattoni a vista e il dehors per la stagione estiva all'ombra delle mura, assicurano una piacevole sosta.
Con il motto “Mai fragole a dicembre", Francesco in cucina usa solo prodotti di qualità e di stagione.
La lista delle vivande varia giornalmente con piatti della tradizione piemontese ma anche preparazioni classiche della cucina regionale italiana.
Paste fresche e dolci di produzione propria, riso Carnaroli DOP di Baraggia, eccellenze di salumi e formaggi locali, sono presenti giornalmente in carta. Carta vini molto attenta ai vini biellesi e unitamente ad altre etichette italiane selezionate.

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